Quasi che Yuknavitch volesse sbeffeggiare tutti quelli, uomini o donne, che hanno mai pensato “però, figa come cosa l’Apocalisse, io scommetto che me la caverei alla grande, basta fare per tempo la scorta di benzina e tonno in scatola”. Qui non scatta mai nessun piacere colpevole e nessuno scenario selvaggio alla Mad Max.

Lo scrive Violetta Bellocchio nella sua recensione a Il libro di Joan di Lidia Yuknavitch, un romanzo postapocalittico che «racconta la fine del mondo in modo colto e senza romanticismi». Continua su Esquire.

stelle

 E Hustvedt offre un’unica possibile soluzione: il significato di una storia è determinato solo dalla persona che la racconta, e dal modo in cui la racconta.

È Sarah Crown a proposito di Memories of the future, il nuovo romanzo di Siri Hustvedt, appena uscito negli Stati Uniti, che racconta gli anni newyorchesi della giovane Minnesota, protagonista e voce narrante attraverso il suo diario, i suoi appunti e, soprattutto, i suoi ricordi. Il libro uscirà a giugno nella traduzione di Laura Noulian con il titolo Ricordi del futuro. Per ingannare l’attesa, potete leggere la recensione completa su «The Guardian».

stelle

L’attrice Lupita Nyong’o ha di recente annunciato di essere impegnata con l’adattamento del romanzo di Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah. Sembra dunque che Ifemelu, la giovane nigeriana partita alla volta degli Stati Uniti, diventerà presto anche la protagonista di una miniserie.

stelle

Idee per i prossimi weekend. Per chi ama Jeff Vandermeer – o anche solo le passeggiate in montagna o i libri, o entrambe le cose – segnaliamo il ritorno delle «Escursioni letterarie», tre domeniche in cui gli amanti dei libri e della montagna potranno incontrarsi nel Parco Nazionale Val Grande per camminare e discutere del libro proposto per l’incontro. Il 7 aprile si parlerà di Annientamento di Jeff Vandermeer. Per saperne di più, sul «Libraio» info e contatti.

stelle

«Le parole “felice” e “felicità” – happy e happiness – vanno alla grande. Potete comprare un Happy meal, o bere un cocktail economico a un happy hour. O magari prendere una “pillola della felicità” per tirarvi su, o postare una faccina felice sui social. Teniamo molto alla felicità. Nel 2014 Happy, di Pharrell Williams, è stato il singolo piú venduto negli Stati Uniti. La felicità, per Williams, era un fugace momento di euforia, era sentirsi leggeri come una mongolfiera. Sulla felicità, tuttavia, abbiamo le idee confuse. Quasi tutti pensano di volere essere felici, nel senso di raggiungere uno stato psicologico di contentezza durevole (diverso quindi da quello cantato da Williams). Quando si dice a un figlio di “volere soltanto che sia felice”, si intende per sempre. Paradossalmente, però, nelle conversazioni di tutti i giorni felicità fa assai piú spesso riferimento alla banale gioia passeggera data da una bella mangiata, da un buon cocktail o da un messaggio di posta elettronica. O per dirla con la Lucy dei Peanuts, dopo un abbraccio con Snoopy, da un incontro con un “cucciolo caldo”». Un happy
birthday, un “compleanno felice”, è sancito da qualche ora piacevole trascorsa a festeggiare l’anniversario della nascita. E se la felicità fosse una condizione esistenziale, che dura per tutta una vita?»

978880623371GRA      Edith Hall, Il metodo Aristotele. Come la saggezza degli antichi può cambiare la vita. Traduzione di Duccio Sacchi. Dal 26 marzo in libreria.