Iniziamo, per una volta, parlando di noi. Da qualche giorno Einaudi è arrivata anche su Instagram e Facebook. Seguite questi due nuovi canali per avere notizie sui libri, dalle nuove uscite ai classici, e i loro autori, curiosità dal mondo dei libri e dall’interno della casa editrice, aggiornamenti sugli appuntamenti in giro per l’Italia e approfondimenti sul catalogo.

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E ora passiamo all’ormai tradizionale rassegna delle letture più interessanti della settimana.

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Ian McEwan ha annunciato di aver completato il suo nuovo romanzo. Intitolato Machines Like Me, è ambientato in una Londra alternativa degli anni Ottanta: il Regno Unito ha perso la guerra delle Falkland e Margaret Thatcher non è mai stata eletta, in compenso le scoperte e le invenzioni di Alan Turing (che non si è suicidato) hanno reso possibile lo sviluppo dei computer e dell’intelligenza artificiale.

Charlie attraversa la vita con il pilota automatico ed è innamorato di Miranda, una studentessa con un orribile segreto alle spalle. Quando Charlie riesce a mettere da parte qualche soldo, la coppia compra Adam, uno dei primi androidi disponibili sul mercato, e insieme ne programmano la personalità…

In questo mondo, allo stesso tempo simile e diverso dal nostro, la coppia sarà messa di fronte a delle prove al di là della loro comprensione. Machine Like Me, che uscirà ad aprile in Inghilterra e in seguito in Italia per Einaudi, è già stato definito «provocatorio e divertente», il tentativo dell’autore inglese di rispondere all’eterna domanda: cosa ci rende umani, le nostre azioni o i nostri pensieri?

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Questo è stato lo strano destino di Philip Roth: iniziare come un rivoluzionario della letteratura e finire, dopo un viaggio lungo e affascinante, come un profeta della politica.

Salman Rushdie ha letto qualche giorno fa alla Biblioteca di Newark un lungo e intenso ricordo di Philip Roth e della sua eredità: un lascito che va molto al di là della letteratura.

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Tempo di premi. Il 20 settembre sono stati annunciati i libri della longlist per le Andrew Carnegie Medals for Excellence in Fiction and Nonfiction. Dal 2012 il premio celebra i migliori due libri, uno per la fiction e l’altro per la nonfiction, pubblicati negli Stati Uniti nel corso dell’anno precedente. È il primo premio istituito dalla American Library Association  e riflette il giudizio e l’esperienza dei librai americani. Nella longlist della fiction, tra gli altri, Gli incendiari di R.O. Kwon e Rachel Kushner con Mars Room, in uscita nei Supercoralli a marzo 2019.

Mars Room è anche tra i sei libri della shortlist del Man Booker Prize. Il vincitore sarà annunciato il 16 ottobre.

In bocca al lupo anche a Domenico Starnone che con Scherzetto (tradotto in inglese da Jhumpa Lahiri col titolo Trick) è in lizza per il National Book Award per la narrativa tradotta.

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Un pezzo per ricordarci che anche in letteratura ci sono alti e bassi

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Stiamo vivendo in un momento molto difficile per la democrazia, negli Stati Uniti come in Europa, e sembra che le persone siano portate ad assecondare i propri peggiori istinti. Secondo lei da cosa è dovuto?

Ci sono una serie di influssi diversi che stanno cercando di indebolire la democrazia in America. Per prima cosa c’è un tipo di pensiero economico che, nel corso del tempo, ha consolidato l’idea che il Paese sia innanzitutto capitalista e che la democrazia, o persino la libertà, derivi da questo fatto. Ciò ha effettivamente posto una serie di importanti decisioni sull’ordine sociale al di fuori della portata della volontà dei cittadini e addirittura al di là della discussione politica. Quindi, sotto questo aspetto, la democrazia è stata privata di potere. Di nuovo, questo supposto capitalismo democratico era ritenuto così razionale ed efficiente da potersi prendere cura di se stesso da solo. Quindi la base etica ed estetica della democrazia è stata per larga parte dimenticata, causando un pericolo per la stabilità della democrazia che, ad oggi, è evidente. Terzo, nei circoli intellettuali hanno preso piede teorie sulla natura umana che svalutano grossolanamente quello che ci rende umani, teorie consolidate che sono presentate come pensiero scientifico nonostante non abbiano delle basi effettivamente scientifiche. E quarto, una parte della popolazione ha sviluppato un gusto per quel tipo di eccitazione a buon mercato che viene garantita dal risentimento, dagli argomenti divisivi e dal discreditare un minaccioso «altro».

Marylinne Robinson è stata intervistata da Matilde Quarti per Il Libraio, dove si può leggere la versione completa.

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Sul Primo amore Antonio Moresco scrive del Vesuvio universale di Maria Pace Ottieri.

Ho appena finito di leggere un libro molto bello, dove si parla delle popolazioni che vivono sulle pendici del Vesuvio ma dove si parla anche di tutti noi, che stiamo vivendo nella stessa identica condizione come specie. Questo libro racchiude in sé due bravure: quella della scrittrice e quella della giornalista d’inchiesta. È un formidabile reportage ma è anche uno scandaglio sulla vita umana. Nelle sue pagine troviamo la descrizione di questa gigantesca pentola a pressione e dei suoi imperscrutabili sonni e risvegli, le eruzioni vesuviane del passato, ma anche Leopardi, Goethe, e troviamo soprattutto le persone di oggi e le attività umane che si svolgono a ridosso di questo mostro ipnotizzatore.

Continua su Il primo amore.

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LA CITAZIONE

«Mentre sentivo tutto il corpo contrarsi e stringersi attorno a qualcosa che non c’era, mi parve di capire per la prima volta quale fosse il senso del sesso, e pensai a tutto il desiderio confuso che avevo provato accanto a Ivan, e mi sembrò di non poter vivere neanche un altro istante senza la sua presenza dentro di me, a riempire quel vuoto tremendo. Eppure a quanto pareva potevo vivere, dovevo vivere e vivevo».

Elif Batuman, L’idiota, traduzione di Martina Testa.

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IL LIBRO

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Alice Zeniter, L’arte di perdere, traduzione di Margherita Botto. Dal 9 ottobre in libreria.