I primi giorni del nuovo anno (a proposito: auguri!) sono l’occasione giusta per dare uno sguardo ai libri in uscita nel 2017. Su The Millions c’è una ricca carrellata delle novità più attese sul mercato americano: da Auster a Adiga, da Batuman a Didion, passando per Strout, Coetzee, Saunders o Hamid.


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A proposito di Mohsin Hamid e del suo nuovo romanzo Exit West: se ne può leggere qualche pagina in anteprima sul «New Yorker», accompagnate da un’intervista.

Una parte della grande crisi politica che stiamo vivendo in questi tempi nasce dalla nostra incapacità di immaginare un futuro desiderabile e plausibile. Siamo circondati da visioni nostalgiche, violentemente nostalgiche. La letteratura ne può immaginare di differenti. Ci saranno disastrosi cambiamenti a livello climatico. Ci saranno migrazioni di massa, a livello globale. Ma forse i nostri figli, i nostri nipoti potranno ancora vivere in un mondo in cui c’è spazio per la speranza e l’ottimismo. La letteratura può immaginare quel mondo.

Continua sul «New Yorker».


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Il «Times Literary Supplement» rivolge venti domande a Ian McEwan.

Quale scrittore contemporaneo leggeremo ancora tra 100 anni?

Philip Roth. Leggendo Roth i lettori potranno conoscere tutto quello che c’è da sapere sulle angosce del Ventesimo secolo. I suoi capolavori di comicità, il Lamento di Portnoy in particolare, saranno ancora divertenti. E se le cose oggi dovessero andare storte, gli uomini del ventiduesimo secolo saranno affascinati dalla descrizione che Roth ha saputo dare del fascismo americano.


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I migliori libri di fotografia del 2016 selezionati da Teju Cole.