cover_web (2)È già in libreria I quarantuno colpi del premio Nobel Mo Yan. Nella Cina dei primi anni Novanta, il giovane Luo Xiaotong decide di rifugiarsi in un tempio abbandonato e diventare il discepolo del Grande monaco Lan. In un monologo irrefrenabile, viscerale, violentemente comico, Luo Xiaotong racconta al maestro il passaggio dal pauperismo maoista all’ingordigia dell’economia di mercato, dipingendo un affresco straordinario della modernizzazione cinese.

Inizia così: «Dieci anni fa, una mattina d’inverno; una mattina d’inverno di dieci anni fa…» «Che anno era? Quanti anni avevi?», mi chiese aprendo gli occhi il monaco Lan con una voce che sembrava provenire dai profondi recessi di una caverna oscura. Dopo un lungo vagabondaggio aveva trovato asilo in questo piccolo tempio abbandonato. Nell’afa del settimo mese dell’anno lunare, senza volerlo, rabbrividii.

cover_web (1)Il 9 maggio è il turno di un libro assolutamente particolare. La deposizione di Pascale Robert-Diard è la la storia vera di un assassino che non ha soltanto ucciso la sua giovane amante, ma ha costretto al silenzio la sua famiglia con una personalità manipolatrice e diabolica. Ed è la storia di un figlio che ha trovato la forza di ribellarsi al padre seducente e mostruoso, perché «il segreto uccide piú della verità». 

Un lunedí di primavera, 7 aprile 2014, un’aula di corte d’assise nel tribunale di Rennes, Francia. Si processa un uomo, Maurice Agnelet, accusato di aver ucciso la giovane amante, Agnès Le Roux, quasi quarant’anni prima, a Nizza. La vittima proveniva da una famiglia molto in vista, proprietaria di un casinò sulla Promenade des Anglais. Il cadavere della donna non è mai stato ritrovato, rendendo il lavoro dell’accusa, dopo tre processi, ancora piú difficile. Agnelet si è sempre professato innocente, e la sua famiglia, moglie e due figli ormai adulti, non ha mai smesso di sostenerlo nella sua battaglia. Pascale Robert-Diard segue il processo per il suo giornale, solo un drappello di cronisti irriducibili assiste alle battute conclusive. Appassionati al caso mai risolto, affascinati dalla figura manipolatrice e quasi diabolica dell’imputato, ma anche dall’atmosfera magica della Costa Azzurra che rivive nelle testimonianze, e dallo «sfondo di pantaloni a zampa d’elefante, sciarpe lavorate ai ferri e khol sugli occhi» dei lontani anni Settanta. È a questo punto che il caso di cronaca nera di quarant’anni prima acquista la cadenza solenne e l’impellente necessità dell’antica tragedia. Uno dei figli di Agnelet, Guillaume, sale sul banco dei testimoni e accusa il padre di omicidio, rivelando di sapere da anni della sua colpevolezza, confessando di aver testimoniato il falso in passato. Accettando il confronto con la madre e il fratello, che continuano a difendere l’assassino. Affermando che «il segreto uccide piú della verità». Una deposizione che per Guillaume ha diversi significati, quanti quelli della parola stessa: testimonianza, liberazione da un peso, ma anche «rimozione di qualcuno dall’esercizio di un potere». Come se il figlio avesse compiuto la sua rivoluzione contro il padre.

cover_web (5)Presenza di Arthur Miller è la raccolta di racconti del grande commediografo americano, autore di capolavori centrali per il teatro del Novecento come Morte di un commesso viaggiatore e Il crogiuolo. Nei racconti di Presenza, tutti inediti in Italia, Miller mette all’opera la sua sensibilità cechoviana: una voce che possiede un’inaspettata delicatezza, in grado di restituire l’atmosfera di un istante e di quei piccoli gesti che racchiudono tutta l’ambiguità e la grandezza di una vita «qualunque». In libreria dal 30 maggio.

Ancora racconti, questa volta quelli di Mark Haddon. Ne I ragazzi che se ne andarono di casa in cerca della paura è raccolta per la prima volta tutta la produzione breve dell’autore dello Strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Un gruppo di giovani esploratori nella foresta amazzonica scopre che l’oscurità piú spaventosa non è quella che li circonda, ma quella dentro di loro. Due ragazzini trovano una pistola semiautomatica, e il colpo che sparano segna il primo confine della loro vita. Un estraneo minaccioso si presenta alla porta di una famiglia borghese riunita per Natale: la sua visita sarà l’inizio della fine delle loro tante ipocrisie. Il vecchio pontile di una città di mare crolla sotto lo sguardo, pieno di compassione ma impotente, di un Dio che dall’alto osserva il dolore e la grazia nascosti in ogni dramma: sono nove storie che spaziano dall’essenzialità di un fantastico surreale e allusivo, all’avventuroso piú scatenato. In ognuno di questi racconti Mark Haddon infonde lo stesso calore che ha reso grande Lo strano caso. L’uscita in libreria è il 23 maggio.

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La stessa settimana esce La vita che non vedi di Kim Echlin, una storia che ha fatto scrivere a Khaled Hosseini, l’autore del Cacciatore di aquiloni,: «Ho perso il conto delle volte in cui il pathos del libro mi ha lasciato disarmato… Questa storia di maternità e amicizia, incarnata da due eroine straordinarie, mi accompagnerà a lungo». Mahsa è nata a Karachi, da madre afghana e padre americano. Katherine, invece, a Toronto, da madre canadese e padre cinese. Nonostante il background diversissimo, le due hanno in comune una passione: la musica jazz, che con la sua predilezione per l’improvvisazione è da sempre simbolo di creatività fuori dalle regole. Entrambe figlie di donne punite da una «giustizia» pubblica o privata per aver seguito i propri sentimenti, Mahsa e Katherine fanno del pianoforte uno strumento di emancipazione e, intrecciando i loro percorsi di crescita e conquista, riescono a superare le barriere di lingua e di genere e a creare una splendida armonia di libertà.

Fine maggio, martedì 30 per la precisione, è il tempo del nuovo romanzo di J. M. Coetzee, I giorni di scuola di Gesù.
«Varcare l’oceano su una barca lava via ogni ricordo e tu cominci una vita tutta nuova. È cosí. Non c’è passato. Non c’è storia. La barca attracca al molo e noi scendiamo giú per la passerella e ci troviamo immersi nel qui e ora. Comincia il tempo».
Un uomo si prende cura di un bambino.  Anche se non è suo figlio, Simón è come un padre per il piccolo David. Insieme a Inés e al cane Bolívar hanno dato vita alla famiglia che abbiamo conosciuto ne L’infanzia di Gesú. Ma David sta crescendo e deve andare a scuola: sarà proprio lí che scoprirà di cosa è capace un adulto.

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J. M. Coetzee sarà in Italia, ospite della Milanesiana, il festival di letterature e arti che si tiene a Milano dal 22 giugno al 12 luglio e giunto ormai alla 18esima edizione.