Cinque anni. E ovviamente sudore, sangue, lacrime eccetera eccetera.

Risponde così Rachel Kushner alla domanda sul tempo che ha impiegato per scrivere The Mars Room, romanzo con cui è arrivata tra i finalisti del Man Booker Prize 2018. L’intervista completa, in cui Kushner rivela le sue influenze letterarie, da Marguerite Duras a Dostoevskij, è su «FiveBooks».

In questa conversazione con Lauren Groff e John Freeman, invece, Rachel Kushner parla di prigioni, praterie e potere:

Ho passato molto tempo nei carceri californiani, quindi so bene in che modo donne e uomini sono controllati, e scrivendo The Mars Room volevo mettere a confronto la situazione di chi è dentro  fuori, e tutta quella logica istituzionale che è invisibile agli occhi della classe media.

E per non arrivare impreparati all’uscita di The Mars Room in libreria – il 16 aprile – e sapere tutto quello che c’è da sapere sull’autrice, su «The Times Literary Supplement» venti domande a Rachel Kushner. Quasi un interrogatorio, per restare in tema.

stelle

Ma la testa di quel cavallo è diversa dalle altre. Il messaggio che vuole trasmettere è evidente: orrore, angoscia, disperazione. Per me è sempre stata la raffigurazione della paura in sé. In modo così intenso, che quando immagino il terrore, è l’urlo di quella testa di cavallo che riemerge dal mio inconscio. Si è insinuata anche tra le pagine del mio nuovo romanzo, kaddish.com.

Nathan Englander “rivisita” Guernica di Picasso per «The Paris Review», e coglie l’occasione per parlare un po’ dei ricordi legati al dipinto e del suo nuovo romanzo, kaddish.com, che, ricordiamo, in Italia uscirà per Einaudi nel 2020.

stelle

E anche in questo numero non può mancare Sally Rooney. Le sue saranno anche Persone normali, ma non si può fare a meno di parlarne! Su «LitHub» Emily Temple invita a smettere di etichettare la giovane autrice come una «Millennial writer»: certo, è nata nel 1991 ed entra di diritto nella categoria, ma Emily Temple suggerisce che la si potrebbe considerare un’ottima scrittrice a prescindere dalla generazione di appartenenza…

Per l’ormai consueto appuntamento con il gossip, «Rivista Studio» ci informa che Parlarne tra amici, il romanzo d’esordio di Sally Rooney, è piaciuto molto anche alla modella e attrice Emily Ratajkowski. Pare che abbia documentato la lettura e il conseguente apprezzamento in una serie di stories molto approfondite. Da vera millennial.

stelle

Ed è proprio la solitudine la caratteristica di tutti i personaggi del romanzo, fragili e imperfetti, ma che non si arrendono di fronte alla vita che li ha provati. Ci aiutano a riflettere sul male di vivere, sulle sue difficoltà, sulla depressione, sui toni grigi della vita, ma anche sulla forza e sul coraggio del cambiamento.

Lo scrive Marcella Rizzo a proposito di Facciamo che ero morta, il romanzo di Jen Beagin che ha per protagonista Mona, una ragazza ironica e oltremodo interessante che lavora come donna delle pulizie e, in cerca di un cambiamento, lascia il Massacchussets per una comunità di fricchettoni nel New Mexico. La recensione completa sul blog «Sul romanzo».

stelle

Infine, una segnalazione per tutti gli appassionati di serie Tv, meglio ancora se anche appassionati lettori di Philip Roth. HBO ha reso noto il cast coinvolto nella serie di sei episodi ispirata al romanzo Il complotto contro l’America. Secondo «Optimagazine», però, bisognerà aspettare ancora qualche mese per vedere Winona Rider, John Turturro, Zoe Kazan e Morgan Spector in azione nell’inquietante universo immaginato da Roth. C’è tutto il tempo, quindi, per leggere, o rileggere, il romanzo.

stelle

L’INCIPIT

«La Notte delle Catene cade una volta a settimana, il giovedí. Una volta a settimana per sessanta donne arriva il momento cruciale. Per alcune di quelle sessanta il
momento cruciale arriva di continuo. Per loro è la prassi. Per me è arrivato una volta sola. Mi hanno svegliata alle due del mattino, incatenata e contata, Romy Leslie Hall, detenuta W314159, e messa in fila con le altre per un’intera notte di viaggio su per la valle. Mentre il nostro cellulare usciva dal perimetro della casa
circondariale, mi sono incollata alla grata di sicurezza del finestrino per cercare di guardare il mondo. C’era ben poco da vedere. Sottopassaggi e rampe d’accesso, viali bui e deserti. Per strada non c’era anima viva. Transitavamo in un momento della notte cosí remoto che i semafori avevano smesso di passare dal verde al rosso e si limitavano a un continuo giallo lampeggiante. Ci ha affiancato una macchina. Aveva i fari spenti. È sfrecciata accanto al cellulare, una cosa scura con un’energia demoniaca. Nella casa circondariale c’era una ragazza del mio blocco che s’era beccata l’ergastolo soltanto perché guidava. Non era stata lei a sparare, diceva a chiunque le desse ascolto. Non era stata lei a sparare. Lei guidava soltanto. Punto e basta. Avevano letto la targa con le telecamere. Ce l’avevano sul sistema di videosorveglianza. Un’immagine dell’auto, ecco cosa avevano, che procedeva lungo una strada, prima con i fari accesi, poi con i fari spenti. Se il guidatore spegne i fari, c’è premeditazione. Se il guidatore spegne i fari, è omicidio».

978880624011HIG

Rachel Kushner, Mars Room. Traduzione di Giovanna Granato. In libreria dal 16 aprile

stelleLA CITAZIONE

«Le sue lettere continuano a riempirmi di una tristezza strisciante. Per tutta la vita, Lilias Hogg ha visto amore dove non ce n’era, per accorgersi dell’errore sempre troppo tardi. Io mi sono salvata appena in tempo. In preda alla passione, mi sentivo rifiorire sotto lo sguardo intenso di Pascal, fin quando non mi sono accorta che gli occhi che fissavo erano i miei, come un Narciso innamorato del proprio riflesso».

978885843082HIG

Annalena McAfee, Ritorno a Fascaray. Traduzione di Daniele Petruccioli. In libreria dal 16 aprile.

stelleLA CONFESSIONE

«A ispirare un romanzo può essere una parola, una frase, un’immagine, una situazione. Ma i romanzieri non sono poeti. Sono arrotini. Quello che mi spinge a salire nel mio studio è una sensazione in fondo alla gola, come il desiderio della prima sigaretta. Scrivere è un processo fisico molto piú di quanto comunemente si pensi. Molto spesso non fai che obbedire al tuo corpo senza fiatare e senza opporre resistenza».

978880623781GRA

Martin Amis, L’attrito del tempo. Traduzione di Federica Aceto. In libreria dal 16 aprile.