Sul «Guardian» Mohsin Hamid scrive della figura emotiva e psichica che sembra dominare la nostra epoca: la nostalgia. Un sentimento che pervade tanto la cultura quanto la politica dominante e dai cui rischi dobbiamo stare attenti.

Riprendere il controllo con la Brexit? Make America great again? Restaurare il Califfato? Possiamo fare di meglio. Autori, scrittori, inventori di storie: è arrivato il momento di provarci.

Continua sul «Guardian».

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«Non riesco a pensare a nulla di razionale sul momento che stiamo vivendo. È tutto troppo grande, troppo folle: non so nemmeno da dove iniziare»: una conversazione con Mary Gaitskill sulla «flessibilità» del matrimoni, il femminismo e Trump.

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Aleksandar Hemon e Helen Oyeyemi hanno vinto il PEN Literary Award 2017.

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Venerdì scorso è uscito in Giappone il nuovo romanzo di Murakami Haruki. Si tratta della sua prima opera lunga dai tempi di 1Q84: si intitola Kishidancho Goroshi (il titolo in inglese proposto dall’editore è Killing Commendatore) ed è in vendita in due volumi per più di 1400 pagine totali. La prima tiratura stampata dall’editore Shinchosha è di un milione di copie, ma sono già state ordinate due ristampe da 200 e 100 mila copie a volume.

Come da tradizione per le nuove uscite di Murakami, le librerie sono state prese d’assalto dai fans.