Ma allora, a cosa serve questa narrazione che non accontenta il lettore nel racconto degli snodi più ovvi e voyeuristici dell’amore, ma che perde tempo nel descriverci le bellissime orecchie di Susan o i trucchetti che la donna utilizza per nascondere il suo eccessivo uso di alcol? Narrare non serve a evitare il dolore ma a riviverlo, forse a capirlo. Narrazione come espiazione? Come catarsi? 

Lo scrive Anita Romanello a proposito de L’unica storia di Julian Barnes. In questo «romanzo strano», come lo definisce l’autrice della recensione sulla rivista online Doppiozero, il protagonista Paul racconta di un amore vissuto a diciannove anni, quello per la quarantottenne madre di famiglia Susan. Con lei Paul impara tutto quel che c’è da sapere sull’amore. Ma non impara a dimenticarla… continua su Doppiozero.

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È in una scenografia di questo genere, in un caffè del fatiscente Boulevard de la Gare, che nel 1964 il narratore incontra quotidianamente una giovane donna, Geneviève Dalame. I due si sono conosciuti in una libreria esoterica, sfogliando, affascinati, volumi sull’“eterno ritorno” e sulle presenze angeliche. In realtà il mondo dell’esoterismo, che sembra offrir loro pace e sicurezza, ha tratti ambigui e serve da paravento a figure di ingannevoli predatori.

Misteri, esoterismo, presenze evanescenti, fantasmi sfuggenti: i Ricordi dormienti di Patrick Modiano sono pieni di quel fascino inquietante che solo il tempo e la memoria sanno conferire agli eventi e alle persone del passato. Ne scrive Mariolina Bertini sull’«Indice».

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La National Book Critics Circle, l’associazione dei critici letterari americani, ha annunciato i finalisti per il loro premio annuale. Tra i libri candidati nella sezione Fiction ci sono anche i nostri Rachel Kushner e Denis Johnson. Tutti le shortlist si possono leggere online qui.

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Su ElectricLit, 14 romanzi per fare i conti con il «millenial burnout»: l’angoscia generata dalla sensazione di non riuscire a stare dietro a tutti gli stimoli e le incombenze imposte dalla comunicazione contemporanea. Un disagio che colpisce in maniera particolarmente violenta la generazione dei millenial.

E per questa settimana è tutto. Alla prossima e buone letture.