Telescopio è la rubrica settimanale in cui segnaliamo le notizie e gli articoli più interessanti, a giudizio della redazione di Biancamano 2, usciti in rete in Italia e all’estero.

Una catastrofe, in altre parole, è una trappola, ma concede anche una via di fuga narrativa. Se sei fortunato abbastanza da sopravvivere alla catastrofe, allora puoi raccontarne la storia – devi raccontarla.

Aleksandar Hemon pubblica sulla Lapham’s Quaterly un bel saggio sulla necessità di raccontare le nostre catastrofi per sperare di capire qualcosa della nostra storia individuale e collettiva.
Mentre su LitHub si può leggere un interessante approfondimento sulla violenza nel mondo contemporaneo proprio a partire dai racconti e dalle esperienze di Hemon.


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È stata resa pubblica la shortlist del Man Booker International Prize 2016: trai candidati ci sono Orhan Pamuk (con La stranezza che ho nella testa) e Elena Ferrante (Storia della bambina perduta).


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Il tennis di cui scrive Foster Wallace è, come il linguaggio, un sistema chiuso, un sistema che addirittura feticizza la propria chiusura («OUT!»). Wallace sembra essere allo stesso tempo intrappolato dalle regole del gioco, dalle sue crudeltà, e felice di esserlo. Adora il gioco, ma anela a trascenderlo.

Sul «New Yorker» John Jeremiah Sullivan scrive del tennis in David Foster Wallace: è interessante.