Telescopio è la rubrica settimanale in cui segnaliamo le notizie e gli articoli più interessanti, a giudizio della redazione di Biancamano 2, usciti in rete in Italia e all’estero.

All’inizio di maggio esce, negli Stati Uniti, il nuovo romanzo di Don DeLillo, Zero K: sui giornali italiani se ne parla già. «IL» del «Sole 24 ore» scrive che il romanzo è «una discussione filosofica profonda sulla paura di invecchiare e di morire, argomento che da sempre ossessiona DeLillo, oltre che la storia del tentativo di Jeff di riconciliarsi con il passato e con un padre che lo aveva abbandonato quando aveva 13 anni» (continua su «IL»).

Anche la «La Lettura» dedica una recensione in anteprima del romanzo (non online, ma qui se ne possono leggere degli stralci).


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Haruki Murakami scoprì di voler fare lo scrittore in un radioso pomeriggio di aprile del 1978, guardando una partita di baseball al Jingu Stadium di Tokyo. Prima di allora non aveva mai scritto un rigo.

Nicola Lagioia su «Repubblica» racconta come nasce uno scrittore, e lo fa partendo da Murakami che, nell’introduzione a Vento & Flipper (il volume che raccoglie i suoi due primi romanzi, finora inediti in occidente, in uscita da noi a maggio), racconta proprio quel momento – quasi epifanico – in cui capì chi era davvero.

Il futuro autore di Norvegian Wood aveva compiuto il suo percorso di formazione in modo non canonico: sposandosi prima di cominciare a lavorare, e laureandosi (“in qualche modo”) dopo essersi inventato un mestiere. Con il coraggio della giovinezza, Murakami e sua moglie avevano aperto nella periferia di Tokyo il jazz club dei loro sogni, un posto dove fosse possibile ascoltare musica e incontrare gente interessante. In pratica si trattò di sfacchinare come schiavi, avendo per compagni di viaggio (insieme al be-bop) l’incubo dei debiti che non finivano mai. A un certo punto il locale ingranò (“eravamo convinti che la felicità portasse fortuna”). Fu in quel periodo che Murakami assistette alla partita di baseball dove avrebbe incontrato il suo destino. Yakult Swallows contro Hiroshima Carp. Lui era un tifoso degli Swallows, e quando un battitore della squadra del cuore colpì con tanta forza la pallina che il crak della mazza risuonò tra gli spalti, Murakami ebbe l’illuminazione. “Mi sembrò che qualcosa arrivasse svolazzando giù dal cielo e io l’accogliessi delicatamente tra le mani. In quel momento, non so perché, pensai: credo che potrei scrivere un romanzo”

Un’epifania bella e buona. Ma come si decide di diventare scrittori, ammesso che una decisione del genere possa essere presa?

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Marilynne Robinson ha vinto il Premio Mondello 2016. L’autrice di Lila sarà ospite del Salone del libro di Torino dove, sabato 15 maggio alle ore 13 (Sala Azzurra), dialogherà con Michela Murgia. La Robinson è stata anche inserita dal «Times» tra le cento personalità più influenti del 2016.


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A proposito di premi. È stata resa pubblica la longlist del Premio Von Rezzori. Gli autori selezionati per la migliore opera di narrativa straniera sono Andrés Barba, Phil Klay, Yiyun Li, Dinaw Mengestu e Lorrie Moore. Mentre tra i candidati per il Premio von Rezzori per la migliore traduzione c’è Susanna Basso per Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro.


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Su Pixartprinting, Andrea Coccia intervista Lorenzo Ceccotti su illustrazione, creatività e ispirazione.

Davanti a una pagina bianca siamo sempre un po’ disorientati. Ma basta pensare che abbiamo una pagina, quindi dei limiti entro cui far lavorare la nostra creatività. Viene da pensare che i veri geni sono quelli che hanno inventato la pagina bianca. Ma in realtà anche loro l’hanno inventata così per aggirare un impedimento, o per rispettare una regola esterna al foglio.

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