Sulla «New York Reviews of Books» c’è un’interessante e lunga recensione su Zero K, il nuovo romanzo di DeLillo, e il posto che ha nella ricerca letteraria dell’autore di Underworld.

In Zero K DeLillo ha trovato la sede fisica ideale per conservare le sue visioni oracolari, le sue fantasie apocalittiche, i suoi sonetti sul terrore. Il luogo si chiama Convergence. Un impianto segreto, autosufficiente, sotterraneo dedicato alla criogenesi, finanziato da ricchi mecenati e agenzie governative segrete. (…) Convergence è un’opera d’arte visionaria, una piramide contemporanea, un magalite, una delle nuove meraviglie del mondo. Come il mausoleo del quattordicesimo secolo di Khoja Ahmed Yasawi, Convergence promette l’immortalità.

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John Freeman è andato a trovare Julian Barnes nella sua casa londinese: ne è nata una conversazione molto bella sull’editing che ogni autore fa a se stesso, sui ripensamenti e la musica del testo (c’entrano Šostakovič e il nuovo romanzo di Barnes, Il rumore del tempo).


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Yellow is the new black: a quanto pare c’è una nuova tendenza delle copertine a essere gialle. C’entrano le librerie online e la necessità di attirare l’attenzione.


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Nei giorni scorsi duecento scrittori hanno firmato una lettera aperta contro la candidatura di Donald Trump alle elezioni presidenziali di novembre. Tra i firmatari non c’è Aleksandar Hemon: qui spiega perché, pur opponendosi a Trump e a tutto quello che rappresenta, pensa che non abbia senso una raccolta di firme per fermarlo.


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La serie televisiva tratta da Purity si farà: Daniel Craig, che sarà uno dei protagonisti, ha firmato e le riprese inizieranno l’anno prossimo.