In questo nuovo libro il sottotesto con cui il testo dialoga incessantemente, e del quale reduplica peripezie e figure, è l’Odissea: una storia, puntualizza Mendelsohn, non solo di mariti e mogli ma anche, «e forse ancor più, (…) di padri e figli», che si intreccia, progressivamente illuminandola e quindi rendendola narrabile, con la storia di un figlio (l’autore) e di suo padre, ma anche con quella della relazione tra un insegnante e i suoi allievi, impegnati per un intero semestre nella lettura e nella discussione del poema di Omero.

Lo scrive Beatrice Manetti a proposito di Un’Odissea di Daniel Mendelsohn. «Ogni esistenza è unica e ripetibile» è il titolo della recensione che trovate su «L’Indice».

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Lunedì 11 febbraio, a Milano (per la precisione al Teatro Grassi in via Rovello 2), si terrà la cerimonia di premiazione di Berta Isla, il romanzo di Javier Marías eletto Libro dell’anno dalla giuria dei lettori di qualità della «Lettura» del «Corriere della Sera». Siete tutti invitati.

978880623743HIG

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Sebbene non avesse più scritto niente dagli anni Sessanta, J. D. Salinger è stato fino alla sua morte – e continua a essere – una vera e propria icona della letteratura americana. Per ricordare l’autore del Giovane Holden a nove anni dalla sua scomparsa, «LitHub» propone una carrellata delle prime recensioni di tutti i suoi libri, dalle lodi alle stroncature, come quella di Joan Didion, che considerava Franny e Zooey un libro «in fin dei conti pretestuoso». Anche Omero dorme, ogni tanto (per restare in tema Odissea…).

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L’INCIPIT (VINTAGE)

«Una notte, circa vent’anni fa, durante un’epidemia di orecchioni nella nostra enorme famiglia, Franny, la mia sorella più piccola, fu trasportata, lei, il suo lettino e tutto il resto, nella stanza che occupavo con mio fratello maggiore Seymour e che, a quanto pare, era priva di germi. Avevo quindici anni, Seymour ne aveva diciassette. Durante la notte, verso le due il pianto della nostra nuova compagna mi svegliò. Giacqui immobile in posizione neutrale per alcuni minuti, intento ad ascoltare il baccano, fino a quando udii o ebbi l’impressione che Seymour s’agitasse nel letto vicino al mio. A quel tempo tenevamo una lampadina tascabile sul tavolino da notte che separava i nostri due letti, per casi di emergenza che, a quanto ricordo, non si erano mai verificati. Seymour l’accese ed uscì dal letto. – Mamma ha detto che il poppatoio è sulla stufa, – gli ricordai. – Gliel’ho dato poco fa, – rispose Seymour. – Non ha fame –. Si diresse al buio verso lo scaffale e illuminò i ripiani, lentamente, avanti e indietro, con la luce della lampadina. Mi sedetti sul letto. – Cosa vuoi fare? – dissi. – Pensavo che magari potrei leggerle qualcosa, – disse Seymour e tirò giù un libro. – Santo Cielo, ha dieci mesi, – dissi. – Lo so, – rispose Seymour. – Le orecchie ce le hanno. Possono ascoltare».

 J. D. Salinger, Alzate l’architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione. Traduzione di Romano Carlo Cerrone.

Buone letture e buon weekend!